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Avetrana, la “cartolina” di un delitto

Andrea Desideri
Andrea Desideri

Il Comune di Avetrana è in causa con Disney + per la serie sul delitto di Sarah Scazzi: le ragioni di una comunità ancora ferita.

Avetrana torna protagonista grazie al cinema. Ad alimentare il dibattito sociale e politico è la nuova fiction di Disney + incentrata sul delitto di Sarah Scazzi. La necessità di riportare televisivamente, anche attraverso la serialità e in parte il cinema di genere, una storia come quella della famiglia Scazzi è dettata dalla voglia di sapere del pubblico. 

Serie tv Avetrana
La serie tv sul delitto di Sarah Scazzi finisce in tribunale

Il delitto di Avetrana, che poi coincide con la morte della giovane Sarah, ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso arricchendo – suo malgrado – la pagina dei delitti più discussi e parzialmente incompresi della nostra nazione. 

Una vicenda di cronaca nera che s’interseca con lo spettacolo: i fatti della famiglia Scazzi, tra dubbi, incertezze e mezze verità hanno alimentato la curiosità del pubblico che aveva iniziato a seguire questa storia drammatica passo dopo passo. 

Da delitto a fiction

Al punto che gli interpreti hanno iniziato a soffrire, anche quando questa vicenda era soltanto oggetto di cronaca, di clamore mediatico. Impossibile non ricordare il trattamento e le ripercussioni relative all’espansione televisiva della figura controversa di Michele Misseri. Per tutti era diventato “Zio Michele”. 

Una confidenza dettata dal fatto che, nel 2010, si parlava spessissimo di questa vicenda. Tanto da elevarla alle prime pagine dei giornali prima e addirittura rotocalchi poi. Sarah Scazzi, oggi, torna prepotentemente in primo piano grazie a una fiction

Le basi della contesa

La cronaca nera diventa spettacolo, o forse – in questo caso particolare e non solo – lo era già. Sicuramente la decisione di far diventare un dramma la principale scelta del palinsesto televisivo in streaming ha alimentato non poche discussioni.

Avetrana Disney Plus
Il delitto di Avetrana raccontato da Disney Plus

L’opera di Pippo Mezzapesa, infatti, ha fatto storcere il naso al Comune di Avetrana: nello specifico le autorità del paese hanno bloccato la messa in onda della serie televisiva. Il motivo è dovuto alla denominazione: il titolo originario era “Avetrana – Qui non è Hollywood”. 

Il cambio titolo

Il Sindaco del Comune non ha gradito in quanto si generalizza rispetto a una vicenda drammatica che, però, non può classificare l’intera comunità di persone presenti. In questo caso, secondo Antonio Iazzi, non si può scambiare una parte (il delitto compiuto in quelle strade ormai più di 10 anni fa) per il tutto (un’intera comunità che sta cercando di voltare pagina per quanto possibile). 

Dunque, con questi presupposti, la messa in onda viene bloccata. Un’aspra diatriba legale è ancora in corso fra la casa di distribuzione e il Comune. In attesa del prossimo atto formale, datato 5 novembre, la serie televisiva torna disponibile per la visione a partire dal 30 ottobre ma con un titolo diverso

“Qui non è Hollywood”

Avetrana scompare e resta soltanto “Qui non è Hollywood”. Tutto a posto o quasi, perché il Sindaco chiede che il nome Avetrana venga rimosso anche dalle locandine pubblicitarie. L’obiettivo è tutelare l’immagine del paese che, all’epoca dei fatti, si è costituito parte civile proprio per cercare di lavare via qualsiasi coinvolgimento. 

Operazione possibile dal punto di vista giudiziario, sul piano mediatico è più complicato e non solo per mera associazione di idee. Avetrana è, suo malgrado, collegata a quel delitto consumatosi in quel 26 agosto 2010 per via dei pezzi di puzzle della vicenda che, nel corso delle indagini, si sono composti. Dopo tre sentenze, secondo gli inquirenti, ad uccidere Sarah Scazzi sarebbero state Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano. Gli ergastoli a loro carico sono stati confermati, mentre Michele Misseri – zio della giovane, per questo chiamato da tutti “Zio Michele” – venne condannato a 8 anni di reclusione con l’accusa di occultamento di cadavere.

Un’epopea giudiziaria  

Un’epopea giudiziaria che, nel corso di 7 anni, ha descritto l’evoluzione e lo sgretolamento graduale di una famiglia, in cui il paese era – seppur in forma minore – coinvolto. Quindi il Primo Cittadino sugli scudi è una diretta conseguenza di un’operazione di “restauro” a livello mediatico e turistico. 

Avetrana, per anni, ha cercato di togliersi di dosso un’etichetta: la cittadina dell’orrore. I turisti andavano nei luoghi del delitto e scattavano selfie, esattamente come è successo di fronte alla Costa Concordia dopo il disastro con Schettino. Tragedia su tragedia. 

“La ragazza di Avetrana”

Allora anche un titolo può tornare ad essere devastante. Le pretese sul piano formale, però, devono avere tutte lo stesso riscontro: non ha avuto il medesimo trattamento l’opera da cui la serie televisiva è tratta, ovvero “Sarah, la ragazza di Avetrana” – edita da Fandango Libri. 

In quel caso si fa riferimento a una sola persona e il paese resta sullo sfondo. Quello che pretendono sia i cittadini che il Sindaco a margine della serie, ma non sempre basta a cancellare i punti interrogativi di una comunità che, per forza di cose, diventano anche quelli di un Paese intero.

Andrea Desideri