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L’onore e il Repetto

Andrea Desideri
Andrea Desideri

Max Pezzali e Mauro Repetto, l’amicizia diventa successo. Gli 883 sono un cult degli anni 90 le cui luci e ombre si ripropongono ancora oggi.

Ritornelli, strofe, codici e occasioni. La storia degli 883 è ricca di contrapposizioni e intrecci già dal suo inizio. Il sodalizio fra Pezzali e Repetto ha ancora il sapore dei banchi di scuola perché nasce proprio durante il periodo della Maturità. 

Due ragazzi che diventano uomini insieme. Crescere vuol dire anche cambiare e non sempre è facile. Certamente è obbligatorio, quindi per forza di cose le certezze di un tempo non possono essere le stesse che troviamo oggi. 

Max e Mauro, un sogno comune

Vale per le speranze di due giovani che sono diventati adulti a colpi di autografi (il selfie ancora non c’era) e concerti ed è ugualmente plausibile anche per coloro che invece affrontano la normalità con un piglio da rockstar (destreggiarsi fra oneri e scadenze resta più difficile dell’organizzazione di un tour, persino se quest’ultimo è all’Acquafan di Riccione e vale una carriera) senza necessariamente aver bisogno di un palco per fare la differenza. 

883 Pezzali Repetto
Max Pezzali e Mauro Repetto ai tempi degli 883

Maturare è dura per tutti, la favola degli 883 lo dimostra ampiamente. Quando i sogni si scontrano con la realtà, finisce per esaurirsi anche quell’ultimo barlume di speranza. Soprattutto se non si è ancora pronti a rinunciare a qualcosa. Il successo è l’arte del compromesso. Rarissimi sono i casi di rockstar e popstar arrivate sulla cresta dell’onda restando fedeli a sé stesse.

Dal successo allo scioglimento

Quanto accaduto a Pezzali e Repetto è accorgersi – in tempo – di volere cose diverse. Se lo son detto a metà, quindi ne è scaturita una “fuga” da parte di uno dei due che, al deca (per dirla alla loro maniera) di Pavia, ha preferito il dollaro newyorkese. Repetto voleva inseguire un altro tipo di sogno – quello americano – e togliersi l’etichetta del “ballerino” del gruppo

Jovanotti Max Pezzali Fiorello
Gli 883 con i ragazzi di Via Massena

Repetto era e si sentiva molto di più. Così nel 1994 abbandona l’ex compagno di banco e amico di sempre Max Pezzali, il quale comincia a chiedersi – stavolta senza musica sotto – come mai e nel tempo qualche risposta deve essersela data. 

Il futuro degli 883

Rimane soltanto il brand (883) e tanta voglia di andare avanti. Pezzali ci riesce per qualche anno, mettendo su una nuova formazione che vede – tra gli altri – anche la presenza di due coriste d’eccezione (Paola e Chiara), fino a quando non si rende conto di poter benissimo andare avanti a pubblicare successi e fare concerti usando direttamente il proprio nome. Max Pezzali

Nel corso di questa metamorfosi – lunga diversi anni – c’è sempre Cecchetto che accompagna l’ex ragazzo di Pavia (ormai orfano di Repetto) nel rilancio. Tutte cose che Pezzali mette nero su bianco nei diversi libri pubblicati al fine di riordinare una biografia densa di emozioni ma priva di riferimenti. I confini, nello specifico, vengono tracciati da due manoscritti con titoli diversi: “I cowboy non muoiono mai: la mia storia” e “Max 90. La mia storia: i miti e le emozioni di un decennio fighissimo”, rispettivamente editi da SBN edizioni e Sperling&Kupfer. 

“Hanno ucciso l’uomo ragno”

Da questi racconti, strutturati come una sorta di flusso di coscienza di Pezzali, è tratta la serie tv “Hanno ucciso l’uomo ragno” uscita su Sky Cinema lo scorso ottobre. La prima stagione racconta la formazione, lo sviluppo e l’ascesa degli 883. Fino a qui, come recita un celebre film, tutto bene. 

Il successo è oltre ogni aspettativa. La serie piace e conquista telespettatori di ogni generazione. Proprio da questo consenso, però, cominciano i problemi. O meglio: si riaprono cicatrici che sembravano essere ormai sopite. 

Trent’anni fa Repetto ha abbandonato gli 883 senza dare troppe spiegazioni, Pezzali ha incassato il colpo cercando di rialzarsi. Non ha creato polemiche, né preteso alcun tipo di formalizzazione o risarcimento. Nemmeno in termini di scuse. Il cantautore ha accettato, suo malgrado, di dover andare avanti da solo e così ha fatto. Il successo è rimasto inscalfito e l’artista ha proseguito una carriera che dura ancora oggi. Quando le canzoni degli 883, grazie alla serie tv, sono tornate in auge. 

Gli streaming della discordia

Record di ascolti e streaming musicali. Pezzali e il fu Repetto stanno vivendo una seconda giovinezza artistica. Anche chi li ascoltava poco, ora, vuole rivivere il mito degli 883 raccontato sul piccolo schermo da Sibilia e soci. Motivo in più per approfondire il non detto e quei silenzi che portarono allo scioglimento di una delle coppie più prolifiche degli anni 90

Pezzali Cecchetto
Max Pezzali e Claudio Cecchetto

Nello specifico a Repetto, dopo una vita lontano dai radar e con una nuova carriera negli Stati Uniti alle spalle, riprendono le voglie giovanili e per acquietare le turbe psichiche pubblica un libro: “Non ho mai ucciso l’uomo ragno” dove spiega, nei minimi particolari, cosa ha fatto dopo la separazione da Pezzali. 

Quest’opera, recentemente, diventa una piese teatrale riadattata sotto l’egida di Claudio Cecchetto. Veniamo, dunque, a poche settimane fa: la promozione della serie “Hanno ucciso l’uomo ragno” va benissimo. Radio e televisioni parlano di questo contenuto che mescola biografia e cinema di genere in una sorta di approfondimento nell’arco di 8 episodi. 

I retroscena sull’addio

Materiali d’altri tempi che si collocano bene nell’epoca della post verità. Restando in tema di verità, Max Pezzali affronta quasi totalmente le interviste promozionali in solitaria. Se non fosse che Repetto, parallelamente, va a parlare della stessa cosa altrove. Sulle reti concorrenti.

L’estratto di TvTalk – in cui l’ex membro degli 883 auspica un incontro con Pezzali e la possibile reunion – ha fatto discutere. In particolare il giornalista Gabriele Parpiglia fa notare che Max Pezzali e Mauro Repetto, al contrario di quanto affermino e di ciò che lascia trasparire una parte della serie, non sarebbero affatto rimasti in buoni rapporti. 

L’ombra di Cecchetto

I due, secondo il cronista, non si sentono da anni. Il motivo è semplice: Mauro Repetto ha mollato gli ormeggi senza preavviso lasciando Pezzali in alto mare, ma c’è dell’altro. Secondo Parpiglia, Mauro Repetto e Claudio Cecchetto starebbero pensando di rimettere su gli 883. Senza, però, Pezzali. Questo – almeno sulla carta – è possibile. 

Cecchetto ha la possibilità di usare il marchio 883 e in tal senso ci sarebbe un’aspra diatriba legale in corso. Pezzali, stando a quanto racconta Parpiglia su Instagram, intende evitare qualsiasi capovolgimento di fronte. E soprattutto non ammette che si passi sopra al lavoro di anni. 

Max Pezzali contro tutti

Insomma la possibilità di dare vita ai nuovi 883 con Repetto e un’altra persona, al momento, non esiste. Solo perché Pezzali fa muro. La questione produttiva, se così può essere definita, ha coinvolto – inconsapevolmente – anche il Comune di Milano. Il quale ha contattato Repetto a nome degli 883 per consegnare una onorificenza particolare in segno di gratitudine e blasone. 

Pezzali Repetto oggi
L’incontro fra i due ex compagni di banco

La musica della band ha dato risalto (non poco) al territorio pavese. Nei giorni scorsi la premiazione è stata interrotta sul nascere: a rompere le uova nel paniere, e non solo, è stato proprio l’ex compagno di banco. Pezzali, infatti, ha diffidato il suo amico e gli organizzatori della cerimonia. Niente premio a Repetto: “Gli 883 sono solo io”, scrive Pezzali, da questa puntualizzazione ne deriva un’altra. Stavolta su Instagram: “Se fosse per me a Mauro darei un Grammy Awards, data l’importanza che ha avuto nella mia vita. Certe affermazioni sono legate soltanto a questioni legali che non hanno niente a che vedere – conclude Pezzali – con la nostra amicizia”. A corredo di queste parole una foto che li ritrae insieme a bere una birra al pub

Avanti veloce

Pace fatta, dunque? No. L’operazione social, così la chiama Parpiglia, sembrerebbe essere stata fatta per far capire a Cecchetto che il marchio 883 non si tocca. Infatti Repetto riceverà la benemerenza di San Siro, ma non attraverso gli 883. Il riconoscimento – nel giorno del Santo Patrono di Pavia – sarà a nome di Repetto per lo spettacolo teatrale che prende spunto dal suo libro: “Non ho mai ucciso l’uomo ragno”. Forse a perire è l’entusiasmo. Di quella vita – fatta di sogni, ambizioni e suggestioni condivise – è rimasto solo un ricordo sul piccolo schermo. 

La serie avrà una seconda stagione, ma una seconda chance tra Pezzali e Repetto sembra essere lontana. I rapporti non sono tesi, ma restano distanti. E la lontananza, restando in tema di canzoni, è come il vento: fa dimenticare chi non s’ama. 

Pezzali la propria decisione l’ha presa: stessa storia, stesso posto, stesso bar ma diverse compagnie. Cecchetto e Repetto hanno fatto parte del passato, ma non scandiranno il futuro. “Gli anni in motorino sempre in due” sono diventati un assolo forzato che va avanti da troppo tempo. Quanto basta per aver ancora voglia di lottare: “L’universo tranne voi”. Pezzali ha premuto flash forward: avanti veloce sembra esserci andato davvero. 

Andrea Desideri