Skip to main content

Amadeus non è un pacco, ma Viale Mazzini è (ancora) la solita dispensa

Andrea Desideri
Andrea Desideri

Amadeus e De Martino, aspettando Insinna, animano il preserale televisivo italiano: è sfida a colpi di Auditel, ma non contano solo i numeri.

La prova del Nove, in tutti i sensi, per Amadeus è cominciata il primo settembre scorso. Quando tutti erano ancora – più o meno – in vacanza, il conduttore ha annunciato sui social che sarebbe tornato in diretta sulla rete della Warner Bros

Lo sapevano tutti da fine maggio, ma a settembre comincia il nuovo anno e anche Sebastiani può agire più consapevolmente. Senza il rischio di creare possibili incidenti diplomatici. Sul sicuro, invece, è andato Stefano De Martino. Il quale si è definito – in Rai – il supplente di Amadeus

Amadeus contro De Martino, caccia al re del pre-serale

Parole specifiche del conduttore partenopeo, in quanto ha prima sostituito Sebastiani a STEP (Stasera Tutto È Possibile), poi lo ha fatto con il gioco dei pacchi. Quello che tutti conoscono con il nome di “Affari Tuoi”.

Una macchina televisiva ben oliata, a cui Sebastiani ha dato nuovo lustro negli anni scorsi. Il conduttore ex Viale Mazzini ha rivoluzionato un format storico rendendolo più appetibile. De Martino si è trovato a guidare una macchina perfetta. Doveva soltanto metterci del suo. Non era facile, ma nemmeno impossibile. 

Infatti il conduttore campano è partito leggermente in sordina, ma ora sta facendo vedere di che pasta è fatto. Le sue capacità non si discutono, ma quando il più del lavoro è già impostato determinare la velocità di crociera è più semplice. Diciamo meno compromettente. 

La strada era già tracciata. Inoltre – e questo va riconosciuto alla squadra di De Martino – ha avuto l’idea vincente di partire il 2 settembre con le nuove puntate. Per dare il tempo al pubblico di abituarsi alla composizione diversa che, sostanzialmente, riguarda il volto di riferimento.

De Martino, ascolti “a pacchi”

Dopo lo scetticismo iniziale, il volto di De Martino ha cominciato ad essere amato ed accettato. Come accade negli altri programmi che conduce. Questo ha fatto sì che lo Share di “Affari Tuoi”, dopo le prime puntate in sordina, decollasse: i numeri parlano chiaro. 

La trasmissione realizza il 26% di Share. Cifre particolarmente significative, se aggiungiamo la crescita pari a 3 punti percentuale di settimana in settimana. Ormai il format viaggia da solo e sta per toccare le vette confermate lo scorso anno da Amadeus.

Amadeus a fari spenti

Dato che ha iniziato nuovi confronti: è partita, infatti, quasi automaticamente la sfida con Sebastiani sul Nove. I risultati di Amadeus con “Chissà Chi È” – versione restaurata de “I soliti ignoti” – non vanno oltre il 2,8%. 

Potrebbe definirsi un flop, ma l’abbaglio collettivo (che riguarda anche molti analisti di riferimento) è mettere a confronto due realtà completamente diverse. La Rai e il Nove sono due contesti opposti che non possono essere paragonati, nemmeno rispetto all’analisi dei programmi. 

Il canale della Warner Bros è in piedi dal 2015 dopo la cessione del marchio Deejay TV, in seguito all’accordo fra GEDI e Discovery Italia. Nell’arco di quasi dieci anni la rete ha avuto una vera e propria rivoluzione. 

L’ombra di Crozza e Fazio

Il primo investimento significativo, in termini di palinsesto, è stato l’approdo di Maurizio Crozza che arrivava direttamente da La7. Nel frattempo ci sono stati programmi (ancora presenti) fatti di tutorial e richiami alla vita di tutti i giorni. Una sorta di realtà parallela a Real Time

Lo scorso anno il salto di qualità con l’approdo della squadra di Che Tempo Che Fa: Fazio è l’unico che riesce a portare gli ascolti del Nove allo stesso livello dei numeri Rai, spesso battendola anche. La differenza con Amadeus, però, è sostanziale e sta nel fatto che l’ex volto di punta di Raitre ha portato altrove un format storico (cosa che l’ex Soliti Ignoti, per quanto celebre, ancora non è) mantenendo un elemento fondamentale. Monica Tellini

Il jolly dei casting director

I programmi sono vincenti o meno, oggi, a seconda di chi sia il casting director. Colui o colei che mette in condizione il programma di funzionare decidendo chi debba essere a popolarlo. Fazio può permettersi, per una serie di motivi noti a tutti e una credibilità accumulata negli anni, ospiti di primo livello che portano le persone a casa a cambiare canale a prescindere da dove sia. 

Se il Papa, per esempio, parla a Che Tempo Che Fa tutti girano sul Nove. È accaduto lo stesso con altri ospiti internazionali di livello: Fazio tutte le settimane ne ha più di uno, grazie all’operato e ai collegamenti che Tellini tesse durante la settimana. 

Ripartire da zero

Questo incide (e favorisce) una trasmissione che parte già con un passato importante. Il passato – vincente – di Amadeus in Rai è piuttosto recente. Prima dei Festival di Sanremo, per stessa ammissione di Sebastiani, non c’era tutta questa notorietà e considerazione.

Ora c’è perché Amadeus funziona, ma deve avere anche il tempo di ricostruirsi. Sebastiani deve ripartire da zero perché il contesto Nove, lavorando in larga parte con persone “normali” e pochi grandi ospiti al seguito, è più difficoltoso da fidelizzare. 

A meno che, come Fazio, non abbia basi solidissime da cui partire. Amadeus è al cospetto di un foglio bianco: tre anni il tempo per disegnare una televisione e un’idea di programma a sua immagine e somiglianza. Attribuirgli tutta questa aspettativa, paragonandolo a un collega che si trova comunque in Rai (una realtà che ha un secolo) e ha una trasmissione già vincente e confezionata, è miope. 

“Belve” docet: lo Share si conquista altrove

Sebastiani non è un pacco, ma è la Rai ad essere ancora la solita dispensa. Possono cambiare governi, scelte di palinsesto e singole capacità, ma il bacino d’utenza della televisione di Stato è sempre quello. Infatti molti programmi validi, si veda Belve, sono partiti al Nove e finiti in Rai. 

Segno che in Warner Bros è ancora tempo degli “esperimenti” – con Fazio punta di diamante – mentre in Rai puntano (da sempre) sull’usato sicuro centellinando le novità. Due modi di intendere il business, ma paragonarli non è sempre possibile. Soprattutto quando (che siano pacchi o ignoti) c’è ancora molto da scoprire. 

Andrea Desideri